Riassunto di “Dieci piccoli indiani”, di Agatha Christie

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Una delle opere più importanti di Agatha Christie è “Dieci piccoli indiani”, uno dei suoi maggiori capolavori gialli mozzafiato che uscì in Italia nel 1946 con il titolo “E poi non rimase nessuno”. Il libro, inizialmente intitolato “Dieci piccoli negri”, cambiato a seguito di proteste dell’opinione pubblica per il senso dispregiativo, divenne “Dieci piccoli indiani” ed ha avuto un enorme successo.

Copertina di "Dieci piccoli indiani", di Agatha Christie
Dieci piccoli indiani, di Agatha Christie. La copertina di una recente edizione Mondadori

Il libro è stato tradotto in molte lingue ed è divenuto sia una piéce teatrale che la sceneggiatura di un famoso film. Chiunque legga il romanzo, rimane intrappolato in un’atmosfera surreale ed inquietante. Il libro difatti tiene col fiato sospeso fino all’ultimo; il lettore continua a chiedersi chi è l’assassino e non può non rimanere affascinato dalla trama intricata. I personaggi si ritrovano ad essere gli uni agli occhi degli altri: colpevoli, accusatori, investigatori e perfino assassini.

Riassunto

Dieci piccoli indiani: la versione inglese
Dieci piccoli indiani: la copertina di una versione inglese, dal titolo “E poi non rimase nessuno”

Al largo della costa del Devon, a Nigger Island (isola la cui forma assomiglia ad una “testa di negro”), otto persone vengono invitate per una breve vacanza da un certo Urlick Norman Owen che vive nell’isola con la moglie Nancy Owen. A dare il benvenuto ai vari ospiti, li attende il maggiordomo Thomas Rogers e la moglie Ethel.

In tutto sull’isola si ritrovano dieci persone: il maggiordomo e sua moglie, una acida zitella, un playboy amante della velocità, un militare in pensione, un famoso medico londinese, un ex poliziotto, un noto giudice, un ex esploratore e una giovane insegnante di ginnastica, ma i proprietari della casa non si fanno vivi; ad aspettarli dieci statuette di porcellana che rappresentano dieci giovani indigeni ed una filastrocca inquietante che recita così:

“Dieci poveri negretti se ne andarono a mangiar: uno fece indigestione, solo nove ne restar.
Nove poveri negretti fino a notte alta vegliar: uno cadde addormentato, otto soli ne restar.
Otto poveri negretti se ne vanno a passeggiar: uno, ahimè, è rimasto indietro, solo sette ne restar.
Sette poveri negretti legna andarono a spaccar: un di lor s’infranse a mezzo, e sei soli ne restar.
I sei poveri negretti giocan con un alvear: da una vespa uno fu punto, solo cinque ne restar…”.







I dieci vacanzieri, che non si conoscono tra loro, prendono possesso delle stanze e poi si ritrovano tutti nella sala principale. Durante la cena la vacanza diventa inquietante: una voce registrata li accusa di essere degli assassini che non sono mai stati puniti, compresa la servitù. Ciascuno a turno cerca di scagionarsi, anche dichiarando il falso.

A poco a poco, gli ospiti muoiono (secondo i metodi espressi nella macabra filastrocca) e le statuette di porcellana scompaiono. Il primo a morire il giovane Anthony Marston, avvelenato dopo aver bevuto un cocktail contenente cianuro. Poi è la volta della signora Rogers che muore misteriosamente nel sonno. L’adrenalina sale sull’isola tanto che Blore, un ex ispettore di polizia, il dottor Armstrong e Lombard, un capitano avventuriero, decidono di ispezionare l’isola ma non trovano estranei. Si insinua a questo punto il sospetto che l’autore dei crimini possa essere uno degli invitati all’isola.

Si susseguono gli omicidi inspiegabili: McArthur viene ucciso sulla spiaggia da un oggetto pesante, Thomas Rogers colpito con un’accetta. Emily Brent per colpa del veleno iniettato da qualcuno, da una siringa del dottor Armstrong, Blore colpito da un blocco di marmo a forma di orso. In ultimo Vera ruba la pistola all’unico superstite e ritenendolo l’assassino, gli spara un colpo al cuore. Presa dai rimorsi rientra in casa, si dirige in camera e si impicca. L’ultimo superstite, il signor Wargrave, si suicida con uno stratagemma per creare il mistero di Nigger Island.

Considerazioni finali

“Dieci Piccoli Indiani” è uno dei libri gialli più venduti al mondo, che continua ad affascinare lettori di ogni età per la trama coinvolgente e ricca di mistero. Agatha Christie, come sempre nei suoi romanzi, crea in modo mirabile l’atmosfera di suspense che incolla il lettore al racconto. Tipiche anche le ambientazioni, l’accuratezza dei dettagli nella narrazione, la tipologia dei personaggi mai privi di spessore, con le loro passioni, paure, sentimenti.

Nel romanzo è dipinta mirabilmente la psiche dei dieci ospiti, che diventano progressivamente animali in una spirale di sospetto e terrore. I sospetti ricadono su tutti, nessuno escluso, e non ci sono mai abbastanza indizi, non si capisce cosa si nasconde dietro questo gioco perverso né chi ne sia l’artefice. Solo in ultimo, il lettore più attento può percepire chi è l’autore dei crimini.







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Stefano Moraschini

Stefano Moraschini

Stefano Moraschini si occupa di web dal 1999. Legge e scrive su, per, in, tra e fra molti siti, soprattutto i suoi, tra cui questo. Quando non legge e non scrive, nuota, pedala e corre. Oppure assaggia vini, birre e cibi. Fa anche altre cose, ma sono meno interessanti. Puoi metterti in contatto con lui su Google+, Twitter, Facebook e Instagram.

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