Da cosa nasce l’amore?

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Secondo gli studiosi, nel processo che ci porta ad innamorarci sarebbero coinvolte ben 12 aree del cervello, che producono diverse sostanze, i cui effetti sono paragonabili a quelli provocati praticando sport estremi o da certi tipi di sostanze stupefacenti. Insieme a tanta adrenalina e batticuore, si svilupperebbero anche sintomi come insonnia, inappetenza, sudorazione, sensazione di capogiro.

Da cosa nasce l'amore
Come nasce l’amore? Esiste una chimica dell’amore.

Secondo il team di esperti, durante un normale esperimento dove venivano mostrate delle foto del partner, sotto relativa risonanza magnetica, nel cervello di giovani innamorati si attivavano maggiormente le aree responsabili della produzione di adrenalina, ormone che aiuta il nostro organismo ad affrontare al meglio le situazioni di emergenza sul piano fisico ed emotivo, una maggiore produzione di dopamina, un neurotrasmettitore coinvolto nel meccanismo del piacere, e di feniletilamina, un ormone responsabile di indiscusse proprietà eccitanti.







Durante la fase dell’innamoramento, le due persone innamorate presentano livelli di fenalanina molto alti, addirittura quasi identici, è per questo motivo che non ci si vorrebbe mai staccare l’uno dall’altro. Il nostro cuore batte più intensamente e richiede un maggior afflusso di sangue. Quando un uomo e una donna si piacciono a prima vista e scocca la scintilla, la donna solitamente tende ad inclinare spesso la testa ed il suo stomaco si contrae leggermente mentre l’uomo sorride spesso ed ha un leggero aumento della pressione sanguigna.

Ma col il passare del tempo, l’organismo tende a sviluppare pian piano un’assuefazione alle sostanze chimiche euforizzanti ed il cervello tende a diminuirne la produzione, tornando a livelli normali. In questo modo, dopo un intervallo di tempo che varia da sei mesi ad un anno, i sintomi dell’innamoramento diminuiscono. Per i primi mesi ci si sente pieni di energia e, dopo circa un anno, i livelli degli ormoni diminuiscono e si assestano ai valori normali: la stretta allo stomaco diminuisce, le mani smettono di sudare e la mente torna a ragionare più lucidamente. Così le endorfine promuovono quello che gli esperti hanno ribattezzato come il sintomo dell’attaccamento.







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Stefano Moraschini

Stefano Moraschini

Stefano Moraschini si occupa di web dal 1999. Legge e scrive su, per, in, tra e fra molti siti, soprattutto i suoi, tra cui questo. Quando non legge e non scrive, nuota, pedala e corre. Oppure assaggia vini, birre e cibi. Fa anche altre cose, ma sono meno interessanti. Puoi metterti in contatto con lui su Google+, Twitter, Facebook e Instagram.

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