Centra e c’entra: differenze e usi corretti

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I due termini c’entra e centra presentano significati completamente diversi. Nel primo caso centra sta ad indicare la voce verbale del verbo centrare, nel secondo caso c’entra sta ad indicare l’unione del pronome ci con la voce verbale entrare. Quest’ultimo indica qualcosa di attinente o meno ad una data discussione.

Un gatto tenta di entrare nella scatola. Non centra il suo obiettivo perché non c'entra
Un gatto tenta di entrare nella scatola. Non centra il suo obiettivo perché non c’entra.

C’entra o centra?

I due termini sono confusi a causa della loro assonanza e vengono molto spesso usati erroneamente. E’ diversa anche la pronuncia, perché se c’entrare richiederebbe una pronuncia con la e chiusa, con c’entra si utilizza invece la e aperta. Nel primo caso, il verbo centrare è caratterizzato dal sostantivo centro con l’aggiunta della desinenza verbale -are.

Centrare

I significati di questo verbo sono tre:

  1. primo caso: fissare nel centro;
  2. secondo caso: colpire nel centro;
  3. terzo caso, il verbo è usato in modo figurato.

Di seguito vediamo alcuni esempi. Nel caso di fissare nel centro, centrare viene usato in fotografia, centrare il compasso, un soggetto, un’immagine o per fissare il centro di un fotogramma, lo schermo o un obiettivo.







Nel secondo caso, in cui il verbo centrare viene usato con il senso di colpire nel centro, ci riferiamo a colpire un boccino o colpire un bersaglio.

Nell’ultimo caso, in cui il verbo è usato in modo figurato, facciamo riferimento all’opportunità di cogliere e conseguire le cose in modo preciso e attento. Ne sono chiari esempi: centrare un personaggio mettendone a nudo le caratteristiche principali, centrare un obiettivo, centrare un problema.

Obiettivi e bersagli
Centrare: il termine lo si usa, ad esempio, associato agli obiettivi o ai bersagli.

C’entra

C’entra è l’unione del pronome ci e della terza persona singolare del verbo entrare. Questo termine viene usato sia con valore intensivo sia in senso figurato o nella forma negativa.

  1. Con valore intensivo. Trovare posto, avere spazio sufficiente per stare in qualcosa:
    in questa macchina c’entrano solo cinque persone.
    Essere contenuto:
    il tre nel sei c’entra due volte.
  2. In senso figurato, con il significato di avere parte, attinenza, relazione con qualcosa:
    che c’entra questo con quanto è accaduto?
  3. Forma negativa. Viene anche utilizzato come modo di dire per indicare qualcosa che sia attinente ad una discussione o, in forma negativa, non c’entra, che non sia pertinente. Esempio d’uso:
    il tuo intervento non c’entra per niente.

 







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Stefano Moraschini

Stefano Moraschini

Stefano Moraschini si occupa di web dal 1999. Legge e scrive su, per, in, tra e fra molti siti, soprattutto i suoi, tra cui questo. Quando non legge e non scrive, nuota, pedala e corre. Oppure assaggia vini, birre e cibi. Fa anche altre cose, ma sono meno interessanti. Puoi metterti in contatto con lui su Google+, Twitter, Facebook e Instagram.

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