Giovane cavaliere in un paesaggio (opera di Vittore Carpaccio)

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Giovane cavaliere in un paesaggio è uno dei capolavori di Vittore Carpaccio; si tratta di un dipinto ricco di simbologie figurative, realizzato nel 1510 con la tecnica olio su tela. L’opera misura 218,5 x 152,2 x 3,2 cm ed è esposta al museo Thyssen-Bornemisza di Madrid. In primo piano si può osservare un giovane che indossa un armatura mentre sfodera la sua spada. Sta guardando un punto esterno al quadro ed è in piedi, ritto sopra ad un sentiero che conduce ad un lago.

Vittore Carpaccio - Giovane cavaliere in un paesaggio
Giovane cavaliere in un paesaggio (1510) è un capolavoro di Vittore Carpaccio, di grande importanza per l’intera storia dell’arte

Dietro al cavaliere si può intravedere un fortino dal quale sta uscendo un altro cavaliere che in sella ad un destriero porta con sé una lancia. Tutto il contesto che circonda i due personaggi è popolato da animali e piante di varie specie.







Questo capolavoro, ricco di dettagli e perfetto nella realizzazione figurativa, è uno dei quadri più importanti di Vittore Carpaccio, pittore di grande capacità narrativa che in Giovane cavaliere in un paesaggio realizza una vera e propria collezione di simboli. Sia la flora che la fauna rappresentate in ogni punto della tela, rimandano al destino, alla fede, alle qualità e alle virtù del cavaliere. In basso a sinistra si può notare la presenza di una carta sulla quale si può leggere “Meglio morire che essere disonorati”.

Malo mori quam foedari: Preferisco la morte al disonore
Malo mori quam foedari: Preferisco la morte al disonore (dettaglio del quadro)

Si tratta di una frase simbolo dell’Ordine cavalleresco dell’Ermellino fondato da Ferdinando I di Borbone, re di Napoli. Un esemplare di ermellino, infatti, sta camminando di fronte al foglio, mentre il cavaliere impugna la spada. E’ probabile la partecipazione di questo personaggio all’ordine cavalleresco.

I cani a destra e a sinistra del cavaliere rappresentano la sua fedeltà all’ ordine e al re, il pavone posto sopra all’ elmo dell’altro cavaliere rappresenta l’immortalità dell’anima, la lotta fra falco e airone che volteggiano in alto rappresentano, invece, le sorti della guerra, mentre le foglie che cadono dall’ albero simboleggiano la caducità della vita. Probabilmente si tratta del primo ritratto a figura intera della storia della pittura europea e lo splendore visivo di quest’opera (Giovane cavaliere in un paesaggio) rappresenta una delle realizzazioni più alte della storia dell’arte.







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Fulvio Caporale

Fulvio Caporale

Fulvio Caporale è nato a Padova e vive a Milano. Laureato in Scienze Politiche svolge la professione di consulente editoriale e pubblicitario. Collabora con case editrici e giornali cartacei e online occupandosi di libri, arte ed eventi culturali. Ha tradotto testi letterari e tecnici dallo spagnolo, dal portoghese, dall'inglese e dal catalano.

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