Canestra di frutta (opera di Caravaggio)

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La Canestra di frutta è un’opera del Caravaggio realizzata negli anni della sua giovinezza, datata più precisamente 1596. Si tratta di una natura morta, olio su tela, che misura 46 x 64,5 centimetri e che è presente oggi a Milano, presso la Pinacoteca Ambrosiana.

Caravaggio, Canestra di frutta (1596)
Canestra di frutta (opera del 1596 di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio)

Michelangelo Merisi, detto – dal presunto luogo di nascita – il Caravaggio, è il maggiore pittore italiano del Seicento. Intorno al 1591-92, il giovane pittore si reca a Roma ed è qui che svolge gran parte della sua attività. In un primo momento lavora presso alcuni pittori locali, il più noto dei quali è il Cavalier d’Arpino, che lo mise “a dipingere fiori e frutta”, ovvero a svolgere un’attività di pittore di “nature morte” che sarà fondamentale per tutta la sua pittura.







La “natura morta”, infatti, non è un soggetto “nobile” che possa essere interpretato, la “natura morta” è solo se stessa, in tutta la sua presenza di oggetto reale e quindi più adatta a diventare pittura senza sottintesi allegorici, senza significati nascosti, più adatta ad esprimere il mondo interiore dell’artista, pittura fatta soltanto di colori, di luci e di ombre. La “natura morta” aiuta poi il Caravaggio a capire la realtà di per sé, non una realtà abbellita secondo la norma classica, ma la realtà quotidiana nella quale vive l’uomo.

Testimonianza delle opere giovanili di Caravaggio sono: la Canestra di frutta, il Bacco e il Riposo nella fuga in Egitto. La prima opera, la Canestra di frutta, rappresenta l’unico esempio di “natura morta” autonoma del pittore, dove l’umile oggetto naturale diventa protagonista, rilevandosi contro il fondo chiaro compatto, vivendo plasticamente, per i rapporti fra luci e ombre, per il brillìo degli acini d’uva, per la rotondità lucente della mela, del limone e della pesca, per la rugosità dei fichi, per il distendersi o accartocciarsi delle foglie.

Questa verità di riproduzione non è una banale copia: nella sua magnifica evidenza, nell’equilibrio compositivo fra pieni e vuoti, nel rapporto reciproco dei colori, la canestra assume una vitalità intensa e si colloca fra i capolavori della pittura caravaggesca.  Ne ignoriamo la data, anche se è da supporre che possa essere stata dipinta intorno alla metà dell’ultimo decennio del secolo XVI, quel decennio in cui si completa la formazione del pittore poco più che ventenne, accanto ad opere come il Bacco degli Uffizi (1593-1594, olio su tela, centimetri 95×85. Firenze, Galleria degli Uffizi) e il Riposo nella fuga in Egitto (1594-1596, olio su tela, metri 1,30×1,60. Roma, Galleria Doria Pamphìli).







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Serena Marotta

Serena Marotta

Laureata in giornalismo, nata il 25 marzo 1976, Serena Marotta è anche scrittrice e poetessa. In passato ha collaborato con il “Giornale di Sicilia” e con “La Repubblica” e, attualmente, scrive articoli per il giornale “L’ora” e per questo sito, cura l’ufficio stampa della casa editrice Torri del Vento, del Caffè letterario Riso e dell’associazione Siciliae Mundi. Queste sono in sintesi, le notizie di base per redigere una qualunque biografia. Quello che non può essere né schematizzato né semplicemente elencato, è in primo luogo la passione che riversa in tutto ciò che fa. Il mondo osservato da due occhi verdi carichi di dolcezza e determinazione, una voce sublime che incanta, un’anima che grida attraverso parole che, considerati gli obiettivi che Serena è riuscita a raggiungere, assumono la caratteristica di concreti fatti.

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